Il Carnevale di Vercelli e il personaggio di Bicciolano
Come certamente molti sanno, il termine carnevale deriva da carnem levare, abolire la carne, perché anticamente esso indicava il banchetto d'addio alla carne che si teneva subito prima della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno. Ha la stessa origine il sostantivo "carnasciale", modo antiquato di indicare lo stesso concetto. La parola indica quindi un particolare periodo dell'anno in cui si svolgevano, fin dal remoto passato, determinati riti e si dava vita a gioiosi festeggiamenti.
Il carnevale è andato via via assumendo un ruolo ed un'importanza sempre maggiore tra i popoli: la fantasia, l’energia, la spontaneità e le creatività popolari hanno trovato espressione in questo evento, la cui portata simbolica va ben al di là della semplice festa.Contrapposto alle forme religiose ufficiali, il carnevale era la "festa del popolo", il luogo del divertimento e della follia, dello scherzo, della materialità e dell’abbondanza. Semel in anno licet insanire, dicevano i latini, affermando con questa locuzione il concetto che almeno una volta è lecito "uscire da se stessi", e col tempo questo momento finì per coincidere con il carnevale e per offrire un canale di sfogo per il "popolino" contro l'autorità costituita, gioco in cui il "re" diventa "buffone", e il "debole" asuurge al ruolo di potente.
Emblema del carnevale in ogni angolo del mondo è la maschera. Essa è uno dei motivi più complessi e ricchi di significato della cultura popolare: indossare la maschera è un modo di uscire dalla banalità del quotidiano, di disfarsi del proprio ruolo sociale, di negare se stessi per divenire "altro".